Chi sono

Se sei arrivato su questa pagina vuol dire che sei curioso di sapere chi è la persona che ha scritto tutto il malloppo di informazioni presenti all’interno di questo sito e quale sia il suo background di esperienze.

Ebbene mi presento:

Sono Mentore Giorgetti, l’ideatore di Yacht-Up e del suo innovativo sistema chiavi in mano esclusivamente pensato per chi deve acquistare una barca usata e lo vuole fare nella maniera più corretta e cautelativa possibile.

Mentore Giorgetti

Sono un giovane veneziano con una bruciante passione per la nautica. Sono infatti cresciuto in una famiglia di piloti di barche da corsa. Tutti i membri della mia famiglia hanno avuto un passato agonistico:

Il mio bisnonno – Angelo Luigi – nel 1905 ha preso parte alla prima crociera motonautica che si sia mai tenuta in Italia. Pensa che, all’epoca, le poche imbarcazioni che non navigavano a remi o a vela erano propulse da una caldaia a vapore ed infatti venivano chiamate pirobarche.

Questa è una foto di Angelo Luigi (cerchiato in rosso) a bordo alla pirobarca durante una sosta della prima crociera motonautica Venezia – Napoli.

Mio nonno – Oberdan – ha corso per diverse stagioni con un tre punti nella categoria 1300 (pensa che questa barca arrivava fino a 140km orari).

Il mio prozio all’arrivo della Pavia – Venezia in laguna

Anche mio prozio Manilio (il fratello del mio bisnonno) è stato un precursore della motonautica, partecipando ad una delle prime edizioni della Pavia – Venezia a bordo del suo Fran.

Eccolo durante una gara nei primi anni ‘60

Anche mio padre Manilio (si, lo so, tutti nomi facili in famiglia) ha corso per 2 campionati, prima con la classe ET e poi con il 1300 di mio nonno. Passati diversi anni mio padre ha poi partecipato al raid motonautico per eccellenza: la Pavia – Venezia

Mio padre sul fiume Po durante la Pavia – Venezia

Infine, per arrivare alla generazione più recente dei Giorgetti, mio fratello Gregorio ha vinto per 2 volte il titolo Italiano, la prima volta a soli 13 anni con un T 175 e la seconda con un T 250 a 14 anni.

Questo è Gregorio sul T 175

Per poi ricominciare a correre da adulto con un O’250.
Queste barche – gli O’250 – nell’ambiente sono chiamate “bare volanti” perché le guidi da disteso (a pancia in giù), perché sono più fuori dall’acqua che immerse e perché, purtroppo, sono morti un sacco di piloti in questa categoria.

Nonostante il nome poco accattivante, queste barche sono forse quelle che sanno regalarti le emozioni più forti su di un circuito – ti basti pensare che questi giocattolini che pesano appena 190 kg arrivano a superare anche i 180 km/h che, te lo assicuro, in acqua sono davvero tanti!

Quando mio fratello ha deciso di ricominciare a correre stava studiando ingegneria navale in Inghilterra e quindi non aveva molto tempo per dedicarsi alla messa appunto della barca.

Così decisi di offrirmi volontario (sai che sforzo – visto che già AMAVO le barche) e di allestire per lui la barca da corsa.
All’epoca avevo appena 16 anni e ogni giorno, finita la scuola, correvo in officina dal meccanico che mi ha aiutato ad allestirla e che mi ha insegnato a fare gli assetti oltre che a mettere le mani sul motore.

Ecco una foto del O’250 ancora da allestire. Non è una meraviglia?

 

Devo essere sincero, non sai quante volte ho detto a mia madre che andavo a scuola ma, in realtà, facevo manca e mi fiondavo alla Giudecca (un’isola della laguna di Venezia) dove stava l’officina e dove passavo l’intera giornata per poi tornare a casa sporco di grasso ed olio di motore ma felice come un bambino nel paese dei balocchi.

Una foto di me in officina mentre sono all’opera sulla “bara volante”

Arrivata la stagione estiva la barca era ormai pronta ed abbiamo iniziato a girare per l’Italia e l’Europa per partecipare alle varie gare del campionato italiano ed europeo.

Mio fratello Gregorio che sta provando la barca per la prima volta

Questo è stato uno dei periodi più belli in assoluto e doveva anche essere il preludio alla mia carriera da pilota (insomma mica potevo essere l’unico della famiglia che non ha corso, ti pare?!?).

Mi sono così iscritto anche io alla Federazione italiana ed ero pronto per la mia prima gara. Peccato che il fato mi abbia giocato un brutto scherzo (anche se, a dire il vero, chi è rimasto più fregato è stato mio fratello).

Appena 2 settimane prima del mio esordio da pilota, mio fratello ha fatto un looping durante delle prove.

Un esempio preso da internet di quali siano le conseguenze di un looping.

Miracolosamente Gregorio ne è uscito quasi illeso e se l’è cavata con un paio di costole rotte ed il bacino incrinato. La barca invece era completamente distrutta…

Come questo brutto incidente si sia ripercosso su di me? Mia madre ha preso la mia licenza per gareggiare e l’ha fatta sparire con un trucco di magia che manco a David Copperfield gli sarebbe riuscito così bene.

Quindi la mia carriera da pilota è finita prima ancora di cominciare.

Ciò detto, l’esperienza fatta sul campo di gara come meccanico mi ha aperto un mondo ed ha segnato il mio ingresso nell’universo della nautica.

Oltretutto, come ogni buon veneziano che si rispetti, fin da piccolo ho iniziato a guidare tutte le barche che mi capitavano a tiro.

Ho imparato a guidare il Boston Whaler Revenge di mio padre praticamente prima ancora di iniziare a parlare (devi sapere che ho iniziato ad esprimermi molto tardi)

Eccomi al timone del San Lorenzo di mio nonno durante una crociera in Croazia (quando ancora non era sovraffollata e potevi calare l’ancora dove più ti piaceva)

Sai, a Venezia la barca è come il motorino e, appena compiuti i 16 anni, i miei genitori mi regalarono la mia prima barca con la quale scorrazzavo per la laguna e con cui ho iniziato la mia lunga raccolta di multe per eccesso di velocità (penso di aver mandato più figli dei vigili a scuola io che lo stato).

Crescendo, avevo il pallino di lavorare nel settore della nautica e volevo assolutamente farlo assieme a mio fratello (che nel frattempo si era laureato in Naval Architecture all’università di Southampton).

Decidemmo così di lanciarci sulla produzione di barche. Volevamo produrre la barca perfetta per Venezia e per chi, come noi, amava le corse.

Questo è ciò che ne venne fuori:

Eravamo così felici del risultato (lo puoi vedere dalla mia faccia nella foto in alto) che non ci siamo accorti che stavamo per commettere un errore fatale.

Un errore di calcolo, che non potevamo prevedere.

La prima barca venne infatti prodotta pochi mesi dopo lo scoppio della crisi del 2008.

Quando si dice il tempismo…

Ci trovammo così costretti a rimettere nel cassetto il nostro sogno e ci dedicammo a cose diverse.

Io ero fresco di università e decisi di provare ad andare a lavorare nello studio di famiglia: lo Studio Tecnico Navale Giorgetti.

Questa attività venne aperta a Venezia nel 1963 da mio nonno Oberdan e da allora ci occupiamo di eseguire perizie su navi ed unità da diporto per conto delle principali compagnie assicurative italiane ed estere, della magistratura e di vari armatori privati.

Devo ammettere che prima che il nostro tempismo (mio e di mio fratello) ci tagliasse le gambe, l’opzione di andare a fare il perito non la avevo mai realmente considerata. Tuttavia, una volta iniziato ad essere autonomo nelle perizie, mi resi conto che era il lavoro perfetto per poter coltivare la mia passione ed approfondire la mia conoscenza del mondo della nautica.

Questo perché il mestiere del perito navale ti mette in contatto con tutte quelle figure che affollano il mercato della nautica da diporto. Imparai presto a capire come funzionavano i meccanismi del mercato e di come si muovevano al suo interno tutte le varie figure professionali.

Sono stato poi facilitato dalla mia esperienza generale ma soprattutto da mio padre Manilio, che ha portato avanti lo studio fondato dal nonno arrivando a renderlo tra i più importanti d’Italia.

Il numero sterminato di casi affrontati in passato (dal 1980 – ossia da quando abbiamo iniziato a tenere il conto degli incarichi – ad oggi abbiamo completato oltre 8.900 perizie solo ed esclusivamente su navi e imbarcazioni da diporto) è stato una base di studio assolutamente invidiabile.

Così ero diventato il fiero portabandiera dello studio, rappresentandone la terza generazione.

Tuttavia, lavorando principalmente con le assicurazioni, mi sono reso conto dei limiti dettati dai luoghi comuni che appartengono alla figura del perito assicurativo.

La percezione comune del perito – che probabilmente hai anche tu – è sempre quella del rompiscatole che fa solo ed esclusivamente gli interessi dell’assicurazione, andando a decurtare il più possibile la liquidazione del povero armatore di turno.

È assolutamente comprensibile che sia così… peccato che, almeno per quanto riguarda noi, sia una percezione assolutamente sbagliata!

Non c’è mai stato un caso in cui qualcuno dello studio abbia deliberatamente agito contro gli interessi dell’armatore o non abbia effettuato la perizia in maniera imparziale.

Infatti, a comprova di ciò, in più di 50 anni di attività non c’è stato un caso in cui una compagnia assicurativa abbia perso un ricorso promosso da un armatore che era scontento della perizia da noi eseguita.

Il fatto è che molti armatori non conoscono la polizza che stipulano (che a tutti gli effetti è un contratto vero e proprio) e poi si arrabbiano se l’assicurazione applica quello che c’è scritto sul contratto che loro stessi hanno firmato…

In ogni caso questo non cambia la percezione comune del perito.

Ma a me questa etichetta (da rompiballe) non è mai piaciuta, soprattutto perché avevo ed ho tutt’ora una missione: dare agli armatori italiani tutti gli strumenti di cui hanno bisogno per difendersi dagli squali che infestano il mondo della nautica.

Ed è proprio per questo motivo che ho deciso di fondare Yacht-Up – che ti può aiutare se stai pensando di comprare una barca usata – e di iniziare a divulgare delle informazioni utili basate su fatti (e non sulle teorie dei filosofi che popolano le banchine dei porti) con il blog che trovi cliccando qui.

Lo so che ti potrà suonare un pochino pretestuoso, soprattutto da chi è ancora piuttosto giovane (non ho ancora compiuto 30 anni), ma la verità è che io ho passato la mia intera vita circondato dalle barche e sono totalmente dipendente coinvolto da tutto ciò che naviga!

 

Beh, che altro aggiungere? Direi che per adesso ti ho raccontato abbastanza di me ed è arrivato il momento di salutarci.

Prima di andare però devo dirti un’ultima cosa: se non vuoi perderti dei succosi articoli che ti riempiranno di informazioni utili e di prima mano e che ti permetteranno di comprendere in maniera chiara i complicati meccanismi nascosti che regolano il mondo della nautica, allora lascia la tua email nello spazio dedicato qui sotto e riceverai subito 4 articoli selezionati dal blog.

Per adesso ti saluto e ti auguro vento in poppa!
Ci vediamo a bordo!

Mentore Giorgetti

Se stai pensando di comprare una barca usata

ALLORA

Non puoi perderti delle informazioni da vero insider che ti chiariranno - una volta per tutte - come effettuare il controllo preliminare di una barca usata e che ti sveleranno tutto quello che devi sapere su come acquistarla nel modo più sicuro e corretto possibile

Sì, voglio ricevere la guida GRATUITA al controllo preliminare della barca
No, preferisco non sapere